Arabella Corti Scrittrice

Un uomo si innamora improvvisamente e inaspettatamente della danza. Ciò cambierà totalmente la vita di tre persone. Un libro d'amore, trasformazioni e anche un pizzico di noir. Da questa storia mi piacerebbe trarne un film o che qualcuno lo facesse. Questo racconto probabilmente subirà dei cambiamenti nel tempo. Per ora lo racconto così. Il racconto per mia scelta non rispetta e rispecchia i classici canoni di scrittura (leggi prefazione). I disegni in copertina sono di Liliana Di Bella.

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Recensioni

 

Caterina Rizzo Schieppati

E' un libro decisamente singolare e di particolare interesse. L’autrice nella premessa dichiara di aver scelto questa tecnica di narrazione seguendo un forte impulso di espressione “fuori dalle righe”. In effetti le pagine non rispettano la tipica impostazione di un testo di prosa, ma l’impostazione dei versi in poesia. Questo impegnativo e ricercato lavoro evidenzia tutto lo sforzo profuso dalla Corti nel voler sottolineare e dimostrare che non ci si deve fermare alle apparenze: tutto può essere l’opposto di tutto, come la storia che ci racconta. Una sera, David assiste a uno spettacolo di balletto che lo sconvolge. Ne è  talmente  rapito che viene travolto  dalla passione per la danza. L’emozione che prova è talmente vibrante  che desidera conoscere la ballerina per scoprire  i segreti di questo affascinante mestiere. Taglia i ponti col suo partner, si trasferisce in un’altra città, dove nessuno lo conosce, e inizia a vivere, travestendosi, una vita da donna e come donna s’iscrive ad una scuola di danza. Sa di non avere grandi capacità di eguagliare la bravura della ballerina che lo ha incantato e che poi diverrà sua amica, ma la passione per la danza è troppo forte.  David e la ballerina abitano insieme come amiche ma la convivenza poco alla volta modificherà il loro rapporto sorprendendo loro per primi. Per mantenersi David fa la cameriera in un bar ed è lì che il suo compagno Dario lo sorprende. Lo choc che prova Dario è fortissimo: il David-donna che ha davanti non ha più nulla da dirgli anzi lo distrugge. La storia ha un epilogo noir  azzeccato e particolarmente significativo. E’ un libro scorrevole, che si legge con piacere, che narra di un sogno e lo fa con poesia.

 

Francesco Antonio Albano

Bel libro. Mi piace molto il pensiero della sua scrittrice. Il particolare modo in cui è scritto, delinea, in un certo modo, la dolce amarezza e malinconia che prova il protagonista nel fuggire e seguire il suo sogno; il silenzio delle descrizioni in realtà crea l'effetto contrario, facendo lavorare l'immaginazione, che diviene cornice, non marginale, del racconto, cucendosi attorno alle pagine.

 

Lorenzo Guerrieri

Poche righe per una grande capacità di narrare; in ciascuna di esse si intravede poi un'inquadratura di quello che, a giudicare dall'anteprima, sarà (uso l'indicativo perché, a mio avviso, una produzione dovrebbe farci qualche pensierino) un film intrigante. Insomma, che lo si veda come una sceneggiatura neanche troppo sviluppata o come un libro vero e proprio, è sempre un'opera capace di catturare il lettore.

 

Sandro Rippa

Intensità' e maestria nell'uso delle parole. L'autrice incarna in modo sontuoso scena e passione, espressione di una compiuta formazione teatrale. Qui tutto concorre e predispone la poesia come 

 

Chiara Cipolla

L'incipit e molto intenso, poche parole, pochi versi, bastano a dipingere la scena, i personaggi e le loro sensazioni. Complimenti per l'abilità

 

Marco

Non è per niente semplice far calare il lettore in uno scenario immaginario usando poche parole. Arabella ci è riuscita benissimo !!!!! Un libro che merita di diventare una pellicola. Bravissima Arabella !!!!!

 

Davide Mantero

Un'idea molto originale. Un libro complesso, come è complesso il protagonista David che stravolge la sua vita per amore della danza. Tuttavia l'autrice riesce con maestria a reggere il tutto. 5 stelle più che meritate.

 

Grazia Cipollino

Sogno e poesia in vorticosa danza...complimenti per il prezioso lavoro!

 

Corsetti Francesca

Totalmente rapita dall'anteprima profonda 

 

Anna Maria Risi

Prosa e poesia si intrecciano in una storia di vita che prende il volo tra passi di danza e palpiti di cuore. Con uno stile originale e un ritmo incalzante la brava autrice ci regala un libro da leggere fino alla fine per scoprire che "l'amore ha solo se nell'altro". Complimenti!

 

Angelo Rodà

Un libro sano ma a volte misterioso, proprio pronto per un film, se ben fatto avvolgente e raffinato per chiunque in un amore "ha solo se nell'altro".

 

Giulio Sacchetti

E' un libro che racconta, in modo scorrevole e vivace, una storia di vita. Complimenti all'autrice. 

 

Maria Teresa Usai

Una storia che si preannuncia assai inusuale scritta in modo veramente personale e originale. Un uomo che all'improvviso dopo aver visto un balletto di danza classica s'innamora della ballerina o forse di ciò che lei rappresenta. La leggiadria dei suoi movimenti così leggeri e fluttuanti lo affascinano facendogli provare il desiderio di poter danzare .....un nuovo amore che gli fa perdere quello dell'attuale compagno. Un racconto in cui poesia e prosa perdono i confini.

 

Mariano Lo Proto

"Scrive l'autrice, nella presentazione del libro, che questa storia per ora la racconta così; direi come un poemetto scritto con poesie a versi liberi, semplici, chiari. David e Dario stanno insieme, ma un giorno il primo, guardando un balletto, si innamora di una ballerina (forse, la prima ballerina). Guarda tutte le repliche fino a quando la compagnia cambia città. David, anche su insistenza di Dario, gli dice tutto; poi una sera prepara le sue cose, li mette in una valigia e parte, cambiando città. L'anteprima finisce qui. Ma Arabella Corti, secondo me, ha già centrato uno degli obiettivi fondamentali di uno scrittore: catturare l'attenzione del lettore. Perché viene assolutamente la voglia di continuare a leggerla questa storia. Brava. Congratulazioni all'autrice. Speriamo che il sogno di vedere quest'opera presa in considerazione per un film si avveri."

 

Cinzia

" Mi piace, è un breve racconto scritto volutamente come soddisfa all\'autrice "O scrivo così o non scrivo" Giusto condivido, scrivere prima di tutto è un piacere personale intimo difficile. E leggere questo cammeo è come aprire una finestra non su un panorama ma solo su uno scorcio che ti cattura."

 

Daniele Del Moro

Ci sono libri che rappresentano una vera e propria sciabolata nell'anima, come mi piace dire, quando sento che ti entrano dentro. Ho solo me di Arabella Corti appartiene a questa esigua schiera di piccole gemme il cui stile e il cui contenuto sanno differenziarsi nel panorama talvolta troppo banale di certe argomentazioni. Tematiche a rischio conformismo vengono declinate in questo scritto che definisco una poetica prosa in maniera delicata e potente al contempo. L'autrice, a mio parere, scrive di un vivere che è spesso portatore di sofferenza in modo vibrante, con una grazia insolita, capace di trascendere le umane difficoltà. Una storia di vita che viene trattata in modo originale e che lascia il segno, generando immagini e facendo molto riflettere. Ora acquisterò Anemos perché c'è bisogno di sensibilità come queste che sappiano parlare all'interiorità e far riflettere su come va il mondo

 

Roberto Gallo

Leggendo "Ho solo me" non si può non ricordare gli esperimenti pasoliniani delle poesie in forma di rosa, dei modi diversi di usare il linguaggio, la struttura della pagina, la dinamica del testo. Il tema poi si sposa bene anche con la passione di "Amado mio" e con la complessità dei rapporti sentimentali e intensi dei vari personaggi. Si pensa sempre, leggendo un libro, con chi l'autrice potrebbe identificarsi, ma in questo caso è davvero difficile, visto che non sembra esserci una differenza netta fra le varie persone della storia, che invece mescolano continuamente i loro caratteri, più intensi o più riflessivi, ma che sconvolgono in ogni caso l'ego di ognuno di essi. Fino al punto, senza svelare il finale, di doversi domandare: chi compie davvero i gesti più estremi? Perché è andata così? Quale dei personaggi ha spinto l'altro a fare ciò che ha fatto? Le trasformazioni sono totali, forse troppo incredibili fino all'estremo, tanto da mettere il lettore per forza in uno stato confusionale non trovando un "io" netto e definito a cui rivolgersi, se non alla storia intera, forse, che ti dice "hai solo me".  

  

 

Anemos di Arabella Corti, attraverso un avvicendarsi di monologhi, dialoghi e racconti, narra di personaggi tragico grotteschi, tristemente e allegramente folli, che soffrono della fatica di vivere in questo sconcertante mondo.

Anemos

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Recensioni

Monica Marziani

Chiudere gli occhi e immaginare le voci dei personaggi è un passaggio quasi necessario per poter cogliere il senso dei dialoghi che costituiscono l’anima di questo libro. Si percepisce nella lettura il vuoto lasciato dalla mancanza del palcoscenico, degli attori, della regia e delle luci. Ciò che appare, superando l’ostacolo di questo vuoto, è una messa in opera dell’animo femminile attraverso dialoghi simili a monologhi interiori, fatti di domande e risposte contraddittorie, come un inseguimento dell’inganno verso altri inganni. I personaggi maschili sembrano parlare attraverso un filtro dell’animo femminile, finendo per assomigliare più a più prototipi di uomo desiderato più che individui in carne e ossa.

Il linguaggio giocato su opposti e contrappunti, tenta di rappresentare il vuoto che l’assenza di risposte esistenziali lascia.

Lo stile a volte è ipernutrito da un uso compiaciuto del lessico forbito, strumento forse che vuole compensare la nebulosità dei contenuti. Nelle pagine di riflessione che inframezzano i testi teatrali, si ritrova l’urgenza di una scrittura più rivolta a lenire l’ansia e l’inquietudine dell’autrice, in uno sfogo da diario personale. Mancano al lettore le coordinate per dare un senso di concretezza al flusso delle parole, fatti e contesti sono solo in poche circostanze esposti, lasciando il sentire dell’anima, protagonista del libro, spogliata dal corpo e dalla storia.

L’anima è un vento, in quanto tale è inconsistente, ma spesso per un lettore la narrazione necessita di materiale, di ritmo, di sequenze e conseguenze. Se questo è ciò che vi aspettate, Anemos non è un libro per voi. Se vi piace immergervi nelle sfumature acquose e cangianti delle parole, allora saprete apprezzarne la lettura.

 

Marco

Difficile scrivere una recensione; facile invece innamorarsi di questo libro. Tutti si possono riconoscere in ogni personaggio ed in ogni situazione grazie alla bravura di Arabella, che rappresenta in maniera splendida le realtà interiori di ogni uomo.

 

Angelo Rodà

Solare ed oscura, ma non volubile, coerente nella descrizione del suo malessere quanto negli aspetti felici che si presentano nel suo percorso pensieroso.

 

Daniele Del Moro

Di questa intensa scrittrice e attrice ho iniziato ad appassionarmi dopo la lettura del suo Ho solo me. Ho avuto conferma della sua vibrante poesia, intessuta di sofferenza e desiderio di vita in questo Anemos. Mi ha molto colpito il monologo IO, un intellettuale o presunto tale in crisi, particolarmente esplicativo per lo stile che Arabella Corti riesci a infondere ai suoi pensieri: "Io sono un tipo apollineo ma la mia tendenza al dionisiaco è forte. Solo che la freno. E ci riesco meravigliosamente bene"... e ancora "Il mio Dioniso, che io tengo tendenzialmente silente, mi tormenta subdolamente e sotterraneamente. E talvolta succede che non sono in grado di tenerlo a bada. Lo spirito della vita danza in un piccolo angolo della mia mente, nascondendosi dalla mia morifera ragione". Ecco: Arabella Corti è lo spirito di vita che danza oltre ogni difficoltà, con una grazia apollinea.

 

Giulio Sacchetti

E' un libro di gradevole lettura